Archivi del mese: novembre 2007

I giorni passano, la gente mormora, e internet non và…

  

   QUI CI SAREBBE

   UN’IMMAGINE OK!?!

   SOLO CHE NON ME

   LA CARICA

 

Parliamone, qui si hanno tutta una serie di problemi che stanno rallentando il blog (troppi siti porno?), in ordine di importanza:

·       Internet non è più quello di una volta, non so di chi o che cosa sia la colpa, caricare un’immagine è diventato un impresa improba, msn non funziona (errore 80072745, qualcuno ne sà qualcosa? I forum tecnologici non aiutano, temo che uno di questi giorni preso dal nervoso formatterò) , sto usando aMsn, ma poco perché mi dà ai nervi.

·       A sorpresa sto studiando,venerdì ho un esame e devo fare altri lavoretti per altri corsi (giusto per non dare altri esami)

·       Il blog mi da problemi: avevo scritto un post su un altro cantante con tuttle le traduzioni e i video ed è andato irrimediabilmente perduto, ho tentato di fare un post di foto e non me le carica, capirete bene che son problemi.

·       Mi sono innamorato di questa donna e non penso ad altro. (ok ok, il video è folle, però lei è una grandissima, leggere qui e qui per conferma.)

·       Dormo troppo.

·       Mi state antipatici perché non commentate.

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Archiviato in Problemi problemi problemi

Compañeros/3

Ucraina

Viktor, 28 anni, Ucraina.

Ha preso il posto di Alexander, che non ho idea di dove sia finito.

Lo conosco una domenica: mi chiede la password per internet e mi mostra il suo super pc (nel senso che è enorme, un pc da casa, non un portatile) tutto in cirillico che si porta dietro per l’europa per scaricare tranquillamente con emule (non fatelo mi raccomando: scaricare è contro la legge! La pirateria uccide l’arte! Ruberesti un auto?).

Sta studiando diritto in Ucraina, sostiene gli esami online. Ha lavorato per un po’ in Portogallo.

Io: “Perchè?”

Lui, sfregando indice e pollice: “Per i soldi, lì ti pagano di più che in Ucraina…”

Io: “E perché adesso sei venuto qui?”

Lui, sfregando indice e pollice: “Per i soldi, qui ti pagano più che in Portogallo…”

Vuole tornare in Ucraina il prossimo anno per laurearsi, mettersi seduto in giacca e cravatta e fare in modo che il suo lavoro sia solo scribacchiare qualcosa e mettere firme: “Sono stufo di fare il muratore.”

Buona fortuna! E non sparire come Alexander che mi sei simpatico!

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¿Por qué no te callas?

Mi si dice che lì da voi la notizia del Re Juan Carlos che dice di star zitto a Chavez è passata come “Zapatero che difende Aznar” o come “Zapatero e Aznar contro Chavez”: non si potrebbero accostare due alleati più improbabili.

Quello che è successo è che Chavez ha approfittato del meeting Ibero-Americano per scagliarsi in maniera non molto educata contro l’ex presidente spagnolo, dicendo peraltro la verità (fascista, guerrafondaio, lacchè di Bush), infatti Zapatero non è in nessun modo entrato nel merito dei contenuti del discorso di Chavez. Quello che ha fatto è stato chiedere di usare dei toni più consoni alla situazione, e lo ha fatto in una maniera nella quale nessun politico italiano saprebbe farlo. Mi mandate un telegramma quando arriva uno così anche da noi perfavore?

Qui sotto la traduzione completa (e vera) dell’intervento di Zapatero, delle interruzioni di Chavez (più o meno, non si sente quello che dice) e della storica perdita di aplombe di Juan Carlos. Dopodichè pensate quello che volete, volevo solo che si sapese cos’ha detto davvero senza i filtri dell’informazione italiana.

Zapatero: “Solamente vorrei, presidente Bachelet, fare una dichiarazione per quel che riguarda le parole pronuciate dal presidente del Venezuela, presidente Ugo Chavez, riguardanti l’ex presidente del governo di Spagna, il signor Aznar. Vorrei dire, presidente Ugo Chavez, che siamo a un tavolo dove ci sono governi democratici, che rappresentano i cittadini, in una comunità Ibero-Americana che ha come principio essenziale il rispetto, il rispetto! Si può stare agli antipodi di una posizione ideologica, non sono certo io a essere vicino alle idee di Aznar, però l’ex presidente Aznar fu eletto dagli spagnoli. E io esigo questo rispetto…”

Chavez: “E allora dica anche a lui di portare rispetto per la dignità del Venezuela

Zapatero: “Esigo rispetto anche per un’altra ragione…”

Chavez: “Gli dica lo stesso che sta dicendo me! Perchè va in giro dappertutto mancando di rispetto per il Venezuela? Ho il diritto di difendere la dignità…

Re Juan Carlos: “Perche non stai zitto!

Bachelet: “Perfavore, non fate dialogo, ha già avuto tempo per esprimere le sue posizioni, presidente concluda…”

Chavez: “Sarà anche spagnolo, però è un fascista! E un…

Zapatero: “Presidente Ugo Chavez, credo che ci siano una essenza e un principio nel dialogo: per rispettare e per essere rispettati, dobbiamo fare in modo di non cadere nella squalificazione, si può dissentire radicalmente dalle idee, denunciare le idee e i comportamenti, senza cadere nella squalificazione. Mai…quello che voglio dire… è che un buon modo per poter lavorare e per capirci, in favore dei nostri popoli, sia di rispettare i rappresentanti democratici. Chiedo! Chiedo, presidente Bachelet, che questa sia una norma di condotta in un forum che rappresenta i cittadini: che rispettiamo tutti i nostri dirigenti, tutti i governanti dei paesi che formano questa comunità. Credo che sia un buon principio. Quest’oggi desidero ferventemente, desidero ferventemente, che questo sia un codice di condotta, perchè le forme danno il senso alle cose. Si può dissentire radicalmente da tutto, rispettando le persone. Questo è il principio perchè uno poi possa essere rispettato. E tutto questo tavolo e tutti i latino-americani vogliono che tutti i rappresentanti democratici che sono qui in rappresentazione del popolo siano rispettati oggi e domani, anche se siamo profondamente in disaccordo sulle idee che abbiamo.”

UPDATE: Ho corretto quello che dice Chavez perchè ho trovato un video sottotitolato (che se interessa un giorno vi traduco) con un montaggio degli interventi anche degli altri presidenti, inoltre ho trovato due post (QUI e QUI) molto interessanti che raccontano un po’ di cose (soprattutto il secondo) su quello che succede in sud america, con tanto di attacco a Zapatero, giusto per la par condicio. Buona lettura.

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“Niente canne qui!” “Ah,ne giro una…”

 Rnb

Ti ho visto che sei lì, con lei.

Sfigatello e immobile, come me nella tua stessa situazione.

L’hai fatto per lei di venire, piazzarti, guardarla, fermarti.

“Beviamo?” “Sì”.

Fa finta che le piaccia: un gatto con una zampa più corta.

Si guarda intorno, meditabonda, parlarci è difficile: preferisce riflettere, guardarti e farti pensare alla sua sigaretta.

Piace anche a me sai? Lei.

Ma ho gli occhi rossi per il fumo, un altro lì dietro è circondato, proiettano un video giapponese.

Perdonami, un giorno le tirerò fuori le parole, già me le immagino: “Che fai? Non parli? Capita anche a me sai!”

Vi lascio soli, meglio pensare a come arrivare a casa. “Mi accompagni?”

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Vocabolario fondamentale / 2

Vocabolario

Ci sto pensando alla sezione donnine per soddisfare i vostri bisogni neanche troppo repressi, per ora accontentatevi di un vocabolario essenziale che vi potrebbe aiutare con le fanciulle di qui…

– Miramos una pelicula?

– Quieres otro vaso?

– Todos golfos los italianos!

– Guarro

– Sujetador

– Donde están los “cosos”? (Cosos? Aaaaah…capito….)

– Cuidado

– Liarse, Acostarse, Joder, Follar, ecc ecc (Ah quante sfumature dappertutto ha lo spagnolo…)

– Cosquillas, Mimos (No sé…)

– Hasta pronto (Quizás…)

Non pacioccatevi troppo al pensiero, a Torino non funzionano…

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La vittoria della siesta

Salamanca

Torno da un ponte a Salamanca e dintorni con un gruppo di figliuole madrilene e rifletto sull’importanza della siesta.

In spagna la cena è appena uno spuntino, è il pranzo il vero pasto importante, gli si dedica del tempo e dell’energia e dopo va ben digerito. Forse era così anche da noi, tanto che nel fine settimana il pranzo si trasforma da panino ad abbuffata riacquistando dignità.

Qui il denaro e il lavoro non hanno vinto sulla tradizione. Il pranzo è più importante, è più sano mangiare di più a pranzo. Nessun maledetto capo potrà permettersi di non farmi a tornare a casa, cucinarmi qualcosa e riposare dopo per stimolare la digestione.

Capo, dammi tre ore di pausa, le pretendo, non ti permetto di abbattere le mie tradizioni, voglio mangiare e dormire. Voglio la mia siesta. Voglio un pasto caldo e sano, non come quelli là, gli italiani, che col bene che fanno da mangiare si fanno rubare la salute da sotto il naso.

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