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Stessa chiesa, diversi politici e diversi giornalisti

Anche qui la chiesa non si fa i fatti suoi, però qui c’è un giornalista di quelli seri, alla Travaglio, solo che lui conduce un TG e quando inizia tutti i giorni si lascia andare a un editoriale piuttosto tagliente.
Traduzione: Buona sera, i vescovi spagnoli hanno reso noto in una nota ufficiale la loro orientazione di voto prima delle prossime elezioni. “Una società che voglia essere libera e giusta non può riconoscere implicitamente ne esplicitamente un’organizzazione terrorista come rappresentante politico di nessun settore della popolazione, ne può averla come interlocutore politico.” Così l’organizzazione politica Conferencia Episcopal Española, CEE (ndt:ovviamente inesistente), che prepara in questi giorni il suo congresso, ha fatto conoscere oggi il suo programma elettorale per le prossime elezioni legislative, nonostante si escluda che vada a presentare una propria lista. Poca sorpresa nei suoi ideali, che come sempre rimpiccioliscono molto il loro spazio, avvicinandosi molto a quello del Partito Popolare (ndt: il partito di Aznar , la destra spagnola per intendersi) , vediamo che le sue posizioni sono coincidenti se eccettuiamo il tema dell’aborto, visto che i popolari pattuirono con i socialisti la legge attualmente in vigore, e le conversazioni con l’ETA, peccato nel quale cadde anche il PP, come tutti. Ma queste differenze non sembrano sufficienti per animare i leader dei vescovi a presentarsi come forza separata dal PP ai comizi del 9 Marzo (ndt:data delle prossime elezioni in Spagna). Argomentano che i sondaggi manifestano che gli spagnoli li vedono come una sola, unica realtà politica e che pertanto non c’è spazio. In tutti i casi sono molti gli analisti che considerano contraddittorio che un partito attui costantemente in tutti gli scenari dell’attività politica e non lo faccia dove questa attività prende sostanza, ovvero alle urne. Per il momento, salvo sorprese, non lo farà neanche questa volta, anche se all’imminente congresso si  scatenerà una battaglia per la leadership che potrebbe far pensare il contrario. Gli osservatori più illustri danno per scontata la vittoria dell’ala “destra destra destra”, capeggiata da Rouco, mentre l’ala “destra destra” di Ricardo Blázquez perderà il primo posto. Così tutto il Partido Conferencia Episcopal Española, PCEE, sicuramente farà campagna elettorale…
Spero che la traduzione renda l’idea dell’ironia del giornalista. Ora un articoletto in italiano sulle ingerenze della chiesa e sulle risposta, come sempre avanti anni luce, dei politici spagnoli.
LUIGI LA SPINA
INVIATO A MADRID
Il ministero della Sanità fronteggia uno dei più belli e noti viali di Madrid, il Paseo del Prado. Sulla facciata spiccano tre enormi fotografie con i volti di alcuni fra gli uomini più conosciuti della Spagna: un famoso giudice, uno scrittore e un presentatore tv. Sono, tutti e tre, gay dichiarati e, sotto i loro sorrisi, c’è un messaggio esplicito: «Noi usiamo il preservativo».Basterebbe pensare a una trasposizione italica di tale scena, con gli effetti che avrebbe nella nostra società, per capire come, nonostante le apparenze, Madrid sia molto più lontana dalle nostre città delle due ore scarse che un aereo impiega per collegare i nostri due paesi latini. E per capire come il capo di governo di una nazione nominalmente cattolica come la Spagna possa affrontare senza troppi timori, senza imbarazzate giustificazioni, soprattutto senza palinodie un attacco così duro come quello che, ieri, i vescovi spagnoli gli hanno sferrato. Eppure, si stimano ancora in 8-10 milioni gli spagnoli praticanti. Persino nel suo partito, il Psoe, Luis Rodriguez Zapatero può trovare tra gli uno e i due milioni di sostenitori che si dichiarano cattolici.La Spagna, erede di un impero unitario dalla fine del Quattrocento, conta su un senso dello Stato orgogliosamente difeso da tutti i suoi cittadini. Una separazione con la Chiesa tranquillamente rivendicata dall’intera classe politica, anche quella del centrodestra. E’ significativo, a questo proposito, che i leader del Partito popolare, lo schieramento che cercherà, il 9 marzo, di ottenere i voti per scalzare Zapatero dal palazzo presidenziale della Moncloa, non abbiano promesso, ad esempio, di cancellare tutte quelle riforme introdotte da colui che, in Italia, viene dipinto come un pericoloso e incosciente mangiapreti. Vogliono solamente togliere la dizione «matrimonio» alle unioni tra gay, ma non si sognano di abolire una legislazione di protezione giuridica ben più estesa di quella che era prevista nei cosiddetti «Dico», la proposta avanzata timidamente dal centrosinistra italiano e subito naufragata per i dissidi interni all’Unione.Così le riforme approvate da Zapatero nel campo dei diritti civili, quelle più contundenti nei confronti della Chiesa, hanno ottenuto un consenso valutato, dai sondaggi dell’epoca, tra il 70 e l’80 per cento della popolazione. Ecco perché nel ritratto che traccia Suso de Toro nell’ultimo libro sul leader spagnolo, Zapatero rivendica di «non essere affatto un radicale» e di aver sempre interpretato il pensiero e la volontà della maggioranza dei suoi compatrioti.Maria Teresa Fernandez de la Vega, vicepresidente del suo governo, peraltro composto per la metà da donne, forse caso unico al mondo, riassume la personalità del premier spagnolo con una formula molto efficace: «Una miscela di idealismo e pragmatismo». Zapatero è uno strano leader carismatico che deve smentire la sua fama di «timido», una caratteristica inadatta alla figura del capo di un partito moderno, ma si compiace di presentarsi come «reservado» e «austero». Una attitudine a frenare l’eccessiva esibizione di sé, che lui stesso definisce, con un termine difficilmente traducibile con una solo parola italiana «contencion». «La principale virtù – afferma il premier – di chi ha anche molto potere».Perché un capo di governo che autodescrive la propria personalità a tinte così poco rutilanti abbia puntato la gran parte del suo primo mandato su un tale allargamento dei diritti individuali da suscitare la furibonda opposizione della Chiesa, in un paese, comunque, di antica tradizione cattolica, è spiegato da lui stesso con queste parole, sempre affidate al suo biografo: «Teoricamente il principio di uguaglianza tra uomo e donna non era una questione prioritaria della socialdemocrazia classica, così come lo era la difesa dei lavoratori, l’educazione, l’accesso alla sanità. Oggi, invece, è prioritaria, perché è un fattore di democratizzazione sociale. La sinistra operaia mancò di capire, ed è comprensibile per l’epoca, che il soggetto di cambio della storia, soprattutto nel XXI° secolo,… è la cittadinanza. Questo significa un’ampia espansione dei diritti, di libertà. Diritti sociali, economici e individuali».Zapatero è consapevole, dunque, che la sua proposta ai partiti riformisti dell’Europa si differenzia notevolmente dai canoni della socialdemocrazia classica. E’ la variante iberica, applicata con la massima coerenza e con la massima decisione. Una parte della società spagnola, appoggiata dai vescovi, è rimasta traumatizzata dall’esperimento. Il 9 marzo sapremo se la maggioranza dei cittadini di questo paese riterrà che l’ esperimento possa continuare.
Per chi ha voglia anche due articoli in spagnolo, da elpais e da cadenaser.
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E qualcosa rimane…

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E non pensiate che abbia copiato il commento di wollo, questo post era già pronto prima solo che non riuscivo a caricare il video su youtube, è che siamo affini!

Felice per la divertente visita che , direi, qualcosa lo ha lasciato:

– La mia stanza senza la roba di Vale sparsa in giro ora sembra enorme.

– Ora so dove fanno il miglior pollo di Madrid.

– Un carnet da 10 biglietti è meglio di un abbonamenteo settimanale.

-Le suore di Toledo non fanno all’amore quindi fanno il marzapane.

– Ho conosciuto Romino.

– Per trovare dei camerieri simpatici e gentili bisogna andare nei posti strani (un po’ caro e attenti alle foto, ma ne vale la pena).

– La mia Fi(cough cough…burp)nzata a forza di dar corda a quei tre, ora è scagnozza del padrino.

Foto mie e di Wollo (e forse prima o poi anche di Vale).

Alejandro Sanz è la versione giovane di Claudio Baglioni.

– La macchina di Cristina può volare.

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¿Por qué no te callas?

Mi si dice che lì da voi la notizia del Re Juan Carlos che dice di star zitto a Chavez è passata come “Zapatero che difende Aznar” o come “Zapatero e Aznar contro Chavez”: non si potrebbero accostare due alleati più improbabili.

Quello che è successo è che Chavez ha approfittato del meeting Ibero-Americano per scagliarsi in maniera non molto educata contro l’ex presidente spagnolo, dicendo peraltro la verità (fascista, guerrafondaio, lacchè di Bush), infatti Zapatero non è in nessun modo entrato nel merito dei contenuti del discorso di Chavez. Quello che ha fatto è stato chiedere di usare dei toni più consoni alla situazione, e lo ha fatto in una maniera nella quale nessun politico italiano saprebbe farlo. Mi mandate un telegramma quando arriva uno così anche da noi perfavore?

Qui sotto la traduzione completa (e vera) dell’intervento di Zapatero, delle interruzioni di Chavez (più o meno, non si sente quello che dice) e della storica perdita di aplombe di Juan Carlos. Dopodichè pensate quello che volete, volevo solo che si sapese cos’ha detto davvero senza i filtri dell’informazione italiana.

Zapatero: “Solamente vorrei, presidente Bachelet, fare una dichiarazione per quel che riguarda le parole pronuciate dal presidente del Venezuela, presidente Ugo Chavez, riguardanti l’ex presidente del governo di Spagna, il signor Aznar. Vorrei dire, presidente Ugo Chavez, che siamo a un tavolo dove ci sono governi democratici, che rappresentano i cittadini, in una comunità Ibero-Americana che ha come principio essenziale il rispetto, il rispetto! Si può stare agli antipodi di una posizione ideologica, non sono certo io a essere vicino alle idee di Aznar, però l’ex presidente Aznar fu eletto dagli spagnoli. E io esigo questo rispetto…”

Chavez: “E allora dica anche a lui di portare rispetto per la dignità del Venezuela

Zapatero: “Esigo rispetto anche per un’altra ragione…”

Chavez: “Gli dica lo stesso che sta dicendo me! Perchè va in giro dappertutto mancando di rispetto per il Venezuela? Ho il diritto di difendere la dignità…

Re Juan Carlos: “Perche non stai zitto!

Bachelet: “Perfavore, non fate dialogo, ha già avuto tempo per esprimere le sue posizioni, presidente concluda…”

Chavez: “Sarà anche spagnolo, però è un fascista! E un…

Zapatero: “Presidente Ugo Chavez, credo che ci siano una essenza e un principio nel dialogo: per rispettare e per essere rispettati, dobbiamo fare in modo di non cadere nella squalificazione, si può dissentire radicalmente dalle idee, denunciare le idee e i comportamenti, senza cadere nella squalificazione. Mai…quello che voglio dire… è che un buon modo per poter lavorare e per capirci, in favore dei nostri popoli, sia di rispettare i rappresentanti democratici. Chiedo! Chiedo, presidente Bachelet, che questa sia una norma di condotta in un forum che rappresenta i cittadini: che rispettiamo tutti i nostri dirigenti, tutti i governanti dei paesi che formano questa comunità. Credo che sia un buon principio. Quest’oggi desidero ferventemente, desidero ferventemente, che questo sia un codice di condotta, perchè le forme danno il senso alle cose. Si può dissentire radicalmente da tutto, rispettando le persone. Questo è il principio perchè uno poi possa essere rispettato. E tutto questo tavolo e tutti i latino-americani vogliono che tutti i rappresentanti democratici che sono qui in rappresentazione del popolo siano rispettati oggi e domani, anche se siamo profondamente in disaccordo sulle idee che abbiamo.”

UPDATE: Ho corretto quello che dice Chavez perchè ho trovato un video sottotitolato (che se interessa un giorno vi traduco) con un montaggio degli interventi anche degli altri presidenti, inoltre ho trovato due post (QUI e QUI) molto interessanti che raccontano un po’ di cose (soprattutto il secondo) su quello che succede in sud america, con tanto di attacco a Zapatero, giusto per la par condicio. Buona lettura.

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Vocabolario fondamentale / 2

Vocabolario

Ci sto pensando alla sezione donnine per soddisfare i vostri bisogni neanche troppo repressi, per ora accontentatevi di un vocabolario essenziale che vi potrebbe aiutare con le fanciulle di qui…

– Miramos una pelicula?

– Quieres otro vaso?

– Todos golfos los italianos!

– Guarro

– Sujetador

– Donde están los “cosos”? (Cosos? Aaaaah…capito….)

– Cuidado

– Liarse, Acostarse, Joder, Follar, ecc ecc (Ah quante sfumature dappertutto ha lo spagnolo…)

– Cosquillas, Mimos (No sé…)

– Hasta pronto (Quizás…)

Non pacioccatevi troppo al pensiero, a Torino non funzionano…

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La vittoria della siesta

Salamanca

Torno da un ponte a Salamanca e dintorni con un gruppo di figliuole madrilene e rifletto sull’importanza della siesta.

In spagna la cena è appena uno spuntino, è il pranzo il vero pasto importante, gli si dedica del tempo e dell’energia e dopo va ben digerito. Forse era così anche da noi, tanto che nel fine settimana il pranzo si trasforma da panino ad abbuffata riacquistando dignità.

Qui il denaro e il lavoro non hanno vinto sulla tradizione. Il pranzo è più importante, è più sano mangiare di più a pranzo. Nessun maledetto capo potrà permettersi di non farmi a tornare a casa, cucinarmi qualcosa e riposare dopo per stimolare la digestione.

Capo, dammi tre ore di pausa, le pretendo, non ti permetto di abbattere le mie tradizioni, voglio mangiare e dormire. Voglio la mia siesta. Voglio un pasto caldo e sano, non come quelli là, gli italiani, che col bene che fanno da mangiare si fanno rubare la salute da sotto il naso.

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Silvio Rodriguez

Post per gli estimatori dei cantautori questo, mi aspetto commenti positivi, e dato che mi ci sono infognato censuro tutti quelli negativi. Arriverà un altro post con altra muscia dove potrete darmi contro.

Silvio Rodriguez è cubano, Silvio Rodriguez è un poeta che canta: un cantautore insomma.

Silvio Rodriguez scrive canzoni da quando era diciottenne e ancora non ha smesso, vi propongo qualcuna di esse tentando una traduzione, e si sa quanto sia difficile tradurre.

Ti do una canzone

Siccome spendo carta ricordandoti,
siccome mi fai parlare nel silenzio,
siccome non ti togli dai miei occhiali
nonostante non ci si veda più.
E siccome passa il tempo e in un attimo sono anni
senza che passi anche tu, trattenuta.

Ti do una canzone se apro una porta
e dall’ombra esci tu
Ti do una canzone all’alba
quando più voglio la tua luce.
Ti do una canzone quando appare il mistero dell’amore,
e se non appare non mi importa:
io ti do una canzone.

Se guardo un poco fuori mi trattengo:
la città crolla e io canto,
la gente che mi odia e che mi ama
non può perdonarmi che mi distragga.
Credono che io dica tutto, che mi giochi la vita,
perché non ti conoscono nè ti capiscono.

Ti do una canzone facendo un discorso
sul mio diritto di parola.
Ti do una canzone con queste due mani,
con le stesse con cui uccido.
Ti do una canzone e dico “Patria”,
continuando a parlare per te.
Ti do una canzone come uno sparo,
come un libro, una parola, una guerriglia:
come ti do l’amore.

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Sinuhé

Considerando la santa innocenza
vi canterò la vecchia Baghdad
dove i miei sogni divennero concreti
e dove nelle notti luminose
da bambino salpavo seguendo Simbad.
Qualcosa dovrebbe incantare le portaerei
qualcuno dovrebbe pigiare un bottone
che trasformi la mitraglia in ragione
e il potere in commiserazione.

Qui c’è solo Sinuhe
di amore e di fede
Qui c’è solo Sinuhè
Come si sente adesso?

Sotto le rovine vagano gli inquilini
delle leggente che furono manna.
Passa l’ombra infelice di Aladino
senza una lampada per il cammino
e senza il segreto di Alì-Babà.

Qualcuno dovrebbe stregare i missili
qualcuno dovrebbe far scoppiare
il fungo atomico dei diritti civili
dei fantasmi che popolano Baghdad.

Adesso è scoria il ruolo sorprendente
di Sherazad nel suo letto nuziale.
L’ordine del fuoco lo diede un dissidente
della cultura, della carne, della mente,
del sogno, della vita che non sia virtuale.

Mille e una notte per la malizia,
mille e una notte di intimidazioni,
mille e una notte di fuoco e codardia
mille e una notte senza dei nè perdono.

Qui c’è solo Sinuhe
di amore e di fede
Qui c’è solo Sinuhè
Come si sente adesso?

Ojalá

Magari le foglie non ti toccassero il corpo quando cadono
così non le potresti trasformare in cristallo.
Magari la pioggia smettesse di essere un miracolo che scende per il tuo corpo.
Magari la luna potesse uscire senza di te.
Magari la terra non baciasse i tuoi passi.

Magari terminassero il tuo sgurdo costante,
la parola precisa. il sorriso perfetto.
Magarri succedesse qualcosa che ti cancellasse in un attimo:
una luce accecante, una tempesta di neve.
Magari perlomeno mi portasse via la morte,
per non vederti più, per non vederti sempre
in tutti i secondi, in tutte le visioni:
magari non potessi suonarti nè cantarti.

Magari l’aurora non facesse grida che cadono sulla mia schiena.
Magari questa voce dimenticasse il tuo nome.
Magari le pareti non trattenessero il rumore del tuo cammino stanco.
Magari il desiderio se ne andasse con te,
col tuo vecchio governo di defunti e di fiori.

Magari terminassero il tuo sgurdo costante,
la parola precisa, il sorriso perfetto.
Magarri succedesse qualcosa che ti cancellasse in un attimo:
una luce accecante, una tempesta di neve.
Magari perlomeno mi portasse via la morte,
per non vederti più, per non vederti sempre
in tutti i secondi, in tutte le visioni:
magari non potessi suonarti nè cantarti.

Oleo de mujer con sombrero

Una donna si è persa,
conoscendo il delirio e la polvere
ha perso questa bella pazzia,
la sua breve vita sotto di me.
ha perso la mia forma di amare,
ha perso la mia traccia nel suo mare

Vedo una luce che vacilla
e che promette di lasciarci all’oscuro.
Vedo un cane che abbaia alla luna
con un’altra figura che mi ricorda me stesso.
Vedo di più: vedo che non mi trovò.
Vedo di più: vedo che si è persa.

Una donna innominabile
fugge come un gabbiano
e io veloce asciugo le mie scarpe,
bestemmio un giudizio e spengo l’orologio.
Che l’amore mi permetta
di cantare le canzoni per lei.

La codardia è un presupposto
degli uomini, non degli amanti.
Gli amori codardi non diventano amori,
ne storie, si fermano lì.
Neanche il ricordo le può salvare,
neanche il miglior oratore le può conciliare.

Una donna con il cappello,
come in un quadro del vecchio Chagall,
rovinata al centro della paura
e io, che non sono capace, mi sono messo a piangere.
Ma allora ho pianto per me,
e adesso piango per vederla morire.

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Dignità politica:chiedo scusa, ma questo post è un po’ grillesco

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Joan Ignasi Pla, (ex) leader del partito socialista a Valencia, si è dimesso dalla sua carica in seguito a uno scandalo. Che scandalo? Incendio aggravato? No! Terrorismo? No! Banda armata e concorso in omicidio? No! Abusivismo edilizio? Quasi! Ma non facciamo confusione, quelli sono i nostri parlamentari, e sono nel nostro paese, quindi non si dimettono e quasi nessuno glielo chiede.

Juan Ignasi Pla si è dimesso (se volete vi concedo di leggere solo questo di link, mi rendo conto di avere esagerato questa volta, ma questo è il più bello) perché circa un anno fa commissionò dei lavori presso la sua casa (una cantina/vineria nuova e qualche opera di ristrutturazione) , dopo un anno viene fuori che l’impresa gli fece un prezzo di favore e che ancora il conto non è stato saldato.

Juan Ignasi Pla si è dimesso perchè gli hanno fatto uno sconto e perchè era in ritardo con il pagamento di un conto per dei lavori privati. L’opinione pubblica lo ha costretto a dimettersi perché considerato non più degno di fiducia.

Qui un politico non può permettersi di fare certe cose (e questa è solo la prima che ho trovato, ce n’è a bizzeffe) che da noi scorrono lisce come l’acqua (inquinata ovviamente) di un fiume.

Qui c’è quest’uomo qui. Qui la politica ha dignita.

Visto che ormai sono infervorato le dico tutte: fate girare l’appello per De Magistris Appello per la Giustizia - Per De Magistris

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